Io ho sentito piangere in lingue diverse.E ho visto le stelle grandi da poterle toccare.le lucine delle stelle le potevi toccare accarezzando il mare.nero
come petrolio.che però non lo vendono.e non ci fanno i buchi per estrarlo.di notte E’ denso E’grande E’una mano gigante pronta a schiacciarti e il vento lupo lo ingrossa.poi ho sentito un rumore di un ramo spezzato.un rumore sordo e l'acqua ululava e il buio E’diventato un velluto ghiacciato che ha coperto tutti e ci siamo persi.salutando con dolore.salendo sulle schiene di altri.ci siamo persi.presi in salvo,persi.gli occhi bruciati dal sale e una luce che riflette terra.terra calda.contatto con il suolo.solo e con le suole delle scarpe nuove che ci si può camminare più a lungo perché sono grandi il doppio dei miei piedi..ci si può camminare insieme..ho paura in questa nuova babele di suoni.suoni e fischi.io voglio andare in Francia e mi hanno detto qua che si dice andare in francia a uccidere quell'uccellino.ma non ho capito.eppure si preoccupano.andrà tutto bene.perchè¨ andrà .io sono stanco,ma andrà .ho fame.qua sono lenti come il ritmo del mare adesso.lento e malinconico.intando guardo l'Europa attraverso una rete.. che almeno ci fosse una palla la manderei dall'altra parte..andremo dall'altra parte lo so.potessi volare sopra il mare sputerei dentro l'orco nero perchè¨ ha mangiato i miei fratelli.ma di notte quando vengo sullo scoglio io sento il loro canto.il mare non sa cantare.la mer...lo attraverserò.di nuovo.andrò da qua a là .Inshallah
creativo collettivo urbano

venerdì 16 settembre 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Lettori fissi
Archivio blog
Informazioni personali
- Substantia Teatro
- gruppo di ricerca costituitosi nel 2007 dentro il Pim di Milano, non ancora convintosi della sua imprescindibile importanza storica.
Nessun commento:
Posta un commento